LA MIA AFRICA - Cosa significa aver il “mal d’Africa”
 
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    LA MIA AFRICA

    Cosa significa aver il “mal d’Africa”

    Finalmente, dopo aver visto con i miei occhi questa meravigliosa terra, ho capito cosa significa avere il “MAL D’AFRICA”. Questa non può essere considerata una malattia ma una forma di attaccamento che gli amanti della natura prendono visitando questo paese stupendo ed unico.

    27/3/2018 -  Caro diario, oggi finalmente dopo 13 lunghe  ore di volo sono giunta a Johannesburg. Appena arrivati ci ha accolto la nostra guida, FRENCK, un big man, un uomo alto 2 metri molto robusto con due belle orecchie a sventola grandi, smisurate! Non siamo soli, ma con una famiglia siciliana composta da tre persone. Questo primo giorno l’ho trascorso prevalentemente in macchina per raggiungere la nostra prima meta, la provincia di Mpumalanga. Durante il tragitto, Frenck ci ha parlato del SUDAFRICA e della sua maestosità. Infatti, con i suoi 55 milioni di abitanti, è un paese multietnico e multilingue. Pensa che di lingue ufficiali ce ne sono 11!!! Pazzesco! Quindi, immagina che “casino” per i giornali o per il discorso del Presidente … quale lingua usare?  Franck ci ha raccontato dell’economia di questo paese, in particolare di Johannesburg che si basa sul settore secondario che lo rende ricco e gli permette di produrre più del 60% dell’oro mondiale.  Ci ha parlato delle capitali … addirittura di 3!!! La prima, Pretoria, sede amministrativa del paese, Città del Capo legislativa e Bloemfotein giuridica. Sinceramente sono rimasta stupita; immaginavo questo paese molto povero e arretrato …. Mi sbagliavo di grosso! Durante questo tragitto, la cosa che mi ha colpito di più è stata l’autogrill perché invece di trovare tante macchine in fila a fare benzina o persone a prendere al bar qualcosa(come da noi), ho travato una vasta distesa di terra con al pascolo zebre, rinoceronti, elefanti, struzzi, impala …. Sconvolgente ma molto elettrizzante!! Abbiamo iniziato così a fare le nostre foto.  Finalmente arriviamo nell’Lodge SABI RIVER SUN, con un grandissimo campo da golf e con una bellissima piscina. -  Ci andrò subito perciò ti saluto. Baci.

     28 marzo - Caro diario, oggi alle 15 farò il mio primo safari. Sono super contenta ed emozionata.  Ho sempre sognato di farlo e, finalmente, il mio sogno di vedere i grandi animali, si realizza!!! Andremo al parco pubblico “ KRUGER”. Nel frattempo questa mattina Frenck ci ha portato a vedere le cascate che si trovano nel Blyde River Canyon, il terzo canyon più grande al mondo. Le cascate si sono formate dall’unione di due fiumi. Stupende ed interessanti per la loro storia che ti racconto. I primi pionieri irlandesi, si stabilirono in quelle zone alla ricerca dell’oro. Visto che il cibo scarseggiava, alcuni di loro andarono nelle città per sei mesi in cerca di cibo e vesti. Non tornarono e, 8otto mesi dopo, i pionieri rimasti nelle zone del canyon, chiamarono il primo fiume “lutto” presi dalla disperazione per la perdita dei connazionali. Invece, due mesi dopo, i pionieri fecero ritorno e, tutti contenti, chiamarono l’altro fiume “felicità”. Una storia-leggenda quasi incredibile,  però io ci voglio credere!!! Adesso ti lascio perché devo partire per il mio super safari.  A stasera.

    28 marzo, ore 21,00 - Caro diario, eccomi tornata da te. Pomeriggio sbalorditivo!!! Siamo andati al Kruger. Appena arrivati lì, prima di salire su una mega jeep verde, chiusa poco lateralmente e coperta sopra con un tettuccio, ci hanno spiegato le regole per girare nel parco. Solo 2!!!!!!!!!!!! Cosi poche!!!! NON PARLARE E NON ALZARSI altrimenti non avremmo visto nulla o saremmo stati aggrediti dai big five! Aiutoooooooo!! Vorrai sapere chi sono i big five: IL LEOPARDO, IL LEONE, L’ELEFANTE, IL BUFALO E IL RINOCERONTE. Sono detti così in quanto sono gli unici animali che, quando vengono feriti, invece di scappare (come farebbero tutti gli altri animali) attaccano ferocemente. I più pericolosi sono il bufalo ed il leopardo perché quando caricano non si vedono. Accompagnati da un RANGER, siamo partiti con questa enorme jeep percorrendo un tragitto asfaltato. Al riguardo ci ha spiegato che in questi parchi pubblici, a differenza dei privati, il ranger con i suoi trasportati, non si può avvicinare agli animali e deve rimanere solo sulla strada asfaltata. Beh, non ti nascondo che ho avuto lo stesso una gran paura mista ad emozione. Cerchiamo, cerchiamo, quando all’improvviso … eccole con la loro eleganza e bellezza: le giraffe … Io piccolina e loro enormi. Stupende con quel collo lungo lungo tutto quadrettato marrone e beige. Attorno a loro, quasi a non notarle, le bellissime zebre che pascolano serenamente con le giraffe e gli gnu, quest’ultimi, invece, brutti e goffi. Il parco è pieno di impala, una specie rassomigliante agli antilopi che giocano tra di loro e che in realtà, non mi hanno spaventato anzi hanno aumentato il mio desiderio di accarezzarli. Girando per il parco, nascosti nel bush, il ranger ci fa notare i LICAONI, animali di cui non conoscevo l’esistenza. Mi sono sembrati dei cani con le orecchie a sventola. Siamo stati fortunati ad averli visti perché all’interno del parco Kruger ce ne sono meno di 200. Frenck mi ha spiegato che sono animali che mangiano di tutto, anche bestie con malattie, tipo la rabbia. Gli adulti prendono queste malattie dal cibo; quando rigurgitano i cibi ingeriti per nutrire i cuccioli, gliele trasmettono. Uno schifo! Sono veramente brutti però sono contenta di averli visti per la prima volta e spero l’ultima! Mentre ritorniamo per concludere il nostro giro, ecco che ci attraversa la strada un enorme elefante maschio con due zanne lunghe almeno un metro. Fantastico e spaventoso anche perché nel vedere la jeep sulla strada, si è agitato ed il ranger ci ha fatto segno di non parlare. Ora vado a dormire sperando di non avere incubi. Baci.

     29 marzo, ore 15,00 - Ciao diario,  oggi giornata speciale!!! E’ il compleanno di mio padre.  Io e la mamma stiamo escogitando qualcosa per sorprenderlo. Ci stiamo pensando …. Abbiamo cambiato Lodge e siamo in una nuova riserva questa volta privata di nome Makalali. Già dall’ingresso della riserva si nota la vastità del territorio, con il verde delle sue piante e l’infinità degli alberi. Un bush unico ed inquietante. Help! Mi hanno dato la camera. Sono in una stanza singola meravigliosa, comunicante ovviamente con i miei, con un letto ed un bagno che sono 2 volte la mia camera di casa. Avrei voglia di stendermi e di dormire un po’ però non posso il safari mi aspetta. Ciao a stasera.

    Ore 22.30 - Caro diario, questo è stato un vero e proprio SAFARI, quello che ho sempre sognato! Mi sono sentita veramente a contatto con la natura e con gli animali, una sensazione indescrivibile, unica, fantastica. Ti spiego meglio. Siamo partiti con delle jeep, questa volta completamente aperte. Le raccomandazioni erano le stesse dell’altro parco(silenzio e fermi). I Rangers erano due, uno alla guida e l’altro seduto su di una sedia posta sul cofano. Uno di loro  osserva le impronte degli animali per capire la direzione degli stessi e, dopo essersi consultato con il ranger alla guida, decidono la via da prendere del bush. Così, a differenza del Kruger, siamo riusciti a vedere gli animali da molto vicino. Mentre giriamo nel parco incontriamo, a distanze ravvicinate, famiglie di giraffe, di zebre intente a mangiare. Come ci vedono rimangono anche loro immobili per pochi minuti per poi fuggire velocemente. Per noi era perfetto perché abbiamo potuto scattare foto a go go. Però, anche se facciamo del nostro meglio per non disturbarli, tuttavia la nostra presenza turba la serenità del loro habitat. Il parco naturalmente era frequentatissimo da impala, cibo preferito di tutti i predatori. Andando avanti i ranger hanno trovato tracce di rinoceronte e dopo pochi minuti …. ecco, davanti a noi, una famiglia di rinoceronti enormi, mastodontici. Ho avuto una gran paura perché ci fissano come se volessero attaccarci; in realtà, siamo ad una distanza superiore dal loro raggio di vista (pari a 25 cm partendo da terra). Sempre più avanti, ci fermiamo vicino a un  laghetto artificiale dal quale spuntano le teste di una decina di ippopotami. E’ sempre stato il mio sogno vederli e mi è venuta la pelle d’oca dall’emozione. Ma il mio vero sogno di toccare la bocca dell’ippopotamo non si è e non si potrà mai realizzare. Verso il tramonto ecco la sorpresa che io le la mamma abbiamo organizzato per papà. Con un tramonto mozzafiato, ci siamo fermati in una valle aperta e i nostri rangers hanno improvvisato un aperitivo con cibarie locali(banana secca, salamini, arachidi … ). Papà è stato felicissimo e naturalmente anche i nostri amici di viaggio. Abbiamo brindato e fatto tantissime foto. Poi ci siamo rincamminati verso il Lodge e, a circa 5 minuti dalla struttura, con il buio, ecco che ci hanno attraversato la strada 3 iene…. Terribili e inquietanti con la loro risata molto forte. Ma i festeggiamenti per papà non sono finiti: la torta con le candele portata dai rangers e dagli inservienti sudafricani, accompagnata da musiche locali, ha reso l’ambiente perfetto e speciale. Buonanotte. A domani Tea.  

    30 marzo, ore 14,00 -  Caro diario, ho tanto sonno però sono tanto felice. Ci siamo avventurati nel bush alle 5.30 e finalmente alle 8 abbiamo trovato i leoni. I rangers hanno seguito le impronte insieme ad altri loro colleghi fino a scovarli. Ne abbiamo visti 12, di cui 8 cuccioli meravigliosi che seguivano 3 leonesse, con un assetto regale ma agguerrito, come se avessero appena finito di cacciare. Mentre si stavano avviando ad una pozza d’acqua per bere, ci sono passati davanti alla jeep e, subito dopo, li ha raggiunti il Leone maschio che, a detta dei rangers, non era il leone Alfa. Era ferito ad una zampa, presumibilmente per una precedente lotta tra maschi. Li abbiamo osservati e fotografati con un silenzio tombale! E’ stato anche questo un momento unico per me, così come lo è stato qualche ora più tardi con i bufali. Per trovarli abbiamo impiegato poco tempo perché sono stati messi in un recinto protetto a seguito di una epidemia che li ha colpiti, trasmessa dalle mucche con cui erano stati a contatto. Pertanto, per evitare l’estinzione della specie e il diffondersi di queste epidemie con gli altri animali, erano stati recitanti in questa zona particolare. Abbiamo incontrato anche  25 bufali che, dopo averci circondato, hanno iniziato a correre come pazzi in cerchio attorno alla nostra jepp. A quel punto, morti tutti dalla paura (specialmente io e mia madre), i rangers hanno deciso di ripartire. Ogni tentativo di trovare il leopardo è stato vano. Ci hanno detto che è un animale molto discreto e si apparta e odia essere osservato. Forse allora è stato meglio così!!! Ora vado un po’ in piscina a rilassarmi. Ciao Tea.

     31 marzo - Caro diario,  stiamo ripartendo. Con grande tristezza lasciamo questo posto, queste persone così speciali. Abbiamo avuto un’accoglienza unica. Credo che non dimenticherò mai più i colori che i tramonti e le albe ci hanno regalato. Per non parlare degli animali!  Li ricorderò sempre! Ho realizzato il sogno mio e di mio padre: Vedere dal vivo gli animali che normalmente vediamo su National Geografic.

     A presto caro diario.

     

    di Teodora Falconio


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