UNA GIORNATA IN FATTORIA - Uno stile di vita più benefico per la nostra salute
 
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UNA GIORNATA IN FATTORIA

Uno stile di vita più benefico per la nostra salute

Appena arrivati ci hanno offerto la prima colazione; la signora Fausta ci ha invitato a non buttare il latte e i biscotti avanzati perché in fattoria tutto viene riciclato. Il latte appena munto, senza dolcificante in quanto già contiene sostanze zuccherine, aveva un altro sapore che tutti noi abbiamo gustato volentieri. In seguito accompagnati dalle  maestre siamo andati al laboratorio dove si producono i carboidrati: pane, pizza e dolci. La signora Fausta nel laboratorio ci ha informati che ci sono due categorie di farine: di grano duro e di grano tenero. La prima, di colore tendente al giallo e di consistenza granulosa, prende il nome di semola e viene usata per la preparazione della pasta. La seconda, meno granulosa e di colore bianco, viene usata per l’impastatura del pane, dei biscotti, delle torte ecc. L’acqua è importante perché dalla sua qualità dipende la caratteristica del pane. Il sale, di solito, rende il pane più saporito ma Fausta e Liliana non l’hanno adoperato. Sempre la signora Fausta ci ha detto che il lievito può essere sia naturale che di origine chimica. Il lievito naturale è costituito da microrganismi che, attraverso un processo di fermentazione, trasformano il glucosio in anidride carbonica e alcol etilico. La signora Fausta ha disposto la farina di grano tenero a forma di “montagnetta”,  poi Liliana ha aggiunto  il lievito naturale e l’acqua. Gli ingredienti sono stati mescolati con lo scopo di formare il glutine, cioè una specie di rete elastica. Noi abbiamo lavorato l’impasto con questi ingredienti , sbattendolo con energia sul tavolo e quando abbiamo ottenuto un composto elastico gli abbiamo dato la forma di una piccola pagnotta. L’impasto è stato messo nei canestrini a lievitare per un’ora.

Successivamente, usciti dal laboratorio, siamo tornati nel porticato per annotare le fasi di lavoro appena sperimentate. Prima  del pranzo  abbiamo giocato un po’ e dopo la CIR-Food ha offerto il ristoro alle insegnanti e a noi alunni. In seguito abbiamo avvertito l’esigenza di muoverci e quindi siamo andati al parco giochi dell’agriturismo dove ci siamo divertiti tanto.

Alle 14:00 la signora Fausta ci ha accompagnati a visitare i vari animali  sia da cortile che da allevamento. Dapprima abbiamo osservato le capre che forniscono il latte, la carne e il concime (con i loro escrementi) utile  per fertilizzare i campi. Abbiamo notato la presenza di alcuni cani che guidano e proteggono il gregge. Poi abbiamo visitato la stalla dove c’erano due mucche e una vacca. Da questo luogo abbiamo visto gli asini,  i pony , i cavalli e le pecore. Questi animali vengono allevati perché forniscono cibo, sono utili per il trasporto di merci e tanto tempo fa per lavorare i terreni. Usciti dalla stalla , la guida ci ha fatto vedere l’uliveto , l’orto e i campi di cereali. Inoltre abbiamo visto la piscina, il campo da calcio e l’albergo dove vengono ospitati i turisti che seguono anche le lezioni di equitazione.

Da tutto ciò che abbiamo sentito abbiamo capito che la giornata nella fattoria si svolge secondo l’avvicendarsi di determinate attività, utili all’ambiente e al sostentamento dell’uomo. Trascorrere alcune giornate in fattoria è veramente salutare per il nostro organismo. Abbiamo completato il nostro percorso andando a visitare gli animali da cortile: pavoni , faraone, galline, galli, oche, anatre e conigli. Abbiamo notato la presenza di un laghetto artificiale e infine con la guida siamo entrati a piccoli gruppi in un’altra stalla dove c’erano quattro maiali utili sia per alimentare l’uomo che per riciclare i rifiuti organici e per la produzione di concime.

Dopo questa esperienza abbiamo capito che mandare avanti una fattoria è faticoso e difficile perché c’è sempre qualcosa da fare: prendersi cura degli animali, coltivare i campi, vendere prodotti artigianali … Insomma ci vuole una grande passione ma le soddisfazioni sono tante!

di Giulia Sacchini


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